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ESTerroni – Tiiu Õunapuu

Gli ESTerroni sono una categoria bizzarra almeno quanto gli Estoniani, ne fanno parte tutti gli estoni che vivono in Italia oppure che vi hanno vissuto per un periodo più o meno lungo per poi tornare in Estonia.

 Io e Tiiu ci siamo conosciuti a Palermo per il Vloom e proprio con le parole che avevo scritto in quel post, la voglio presentare: “C’era anche Tiiu, “Lendaaaa Minu Tiiu Lendaaaa”… il suo nome significa “colomba bianca”, simbolo di pace. Quella che si prova distintamente parlando con la mia bionda palermitana. La pace che vien fuori dalle note di un violino che per me non ha suonato, ma suonerà.”

Poi era con me e tanti altri amici a Tallinn per festeggiare assieme il mio ultimo compleanno… 8 Gennaio, la prima neve estone dello scorso anno. Mi ringraziavano tutti.

“Vola, colomba bianca volaaaaaaaaa….”

Nome – Cognome – Età – Città – Professione

Tiu Tiu Õunapuu, 26, Palermo, buona domanda??!

Quanto tempo sei stata in Italia e dove?

Quasi 2 anni a Palermo, in Sicilia.

Perché sei stata lì?

All´inizio sono arrivata tramite Centro Studi ed Iniziative Europeo per il progetto dello SVE sull´immigrazione e integrazione, lavoravo 9 mesi in centri dell’accoglienza per gli immigrati, aiutando lo staff dei centri nel lavoro quotidiano (Sportello di lavoro, sportello legale, corsi di lingua, dopo scuola, assistenza sociale, poliambulatorio, mensa, etc.) ed organizzando gli eventi raccolta fondi, sensibilizzando la gente sulle tematiche come discriminazione, diritti umani, ma anche cittadinanza europea, le opportunità di mobilità per i giovani etc. Poi sono rimasta ancora per lavorare come mentor con i giovani volontari europei e collaborare con un´associazione che si occupa soprattutto di turismo responsabile, ma anche altre cose interessanti.

Descrivi il posto dove vivevi…

Per cominciare devo dire che arrivando a Palermo mi sembrava di essere fuori d’Europa, fuori del mondo “civilizzato” per noi, nord-europei. Ma ho capito che non devi nemmeno arrivare da lontanissimo per provare questo shock culturale, dopo una volta che ho incontrato un paio di turisti milanesi leggermente spaventati che si erano persi in zona Ballaró, dove abitavo il primo anno della mia permanenza. Non è un caso che ci sono in giro le magliette, molto popolari tra i giovani siciliani, con la mappa geografica di Sicilia, dove sopra c’è scritto Nord-Africa. Il parcheggio in doppia, tripla e perché no quadrupla fila. Le montagne di spazzatura per strada. La gente che lascia aperta la porta della casa, così che ognuno potrebbe entrare. La gente che si mette fuori davanti alla casa con la sedia per passar tempo e poter comunicare con gli altri vicini e passeggeri. La gente che in centro città ha le galline, le capre, addirittura i cavalli a casa sua. I bar, dove in menù c’è solo la birra, il vino fatto a casa e le uova bollite. Piazza Garraffello di sabato sera che è pienissima di gente che ascolta la reggae, di solito Bob Marley, e tutti ballano… etc. etc. Ma allo stesso tempo è una città meravigliosa anche per l´architettura, adoro i palazzi in stile arabo-normanno, bizantino, anche il barocco siciliano, ti sembra di essere in un sogno fantastico, camminare in una favola esotica. Io Palermo, l’adoro e la odio. E se mi piace o meno, sono già intrappolata, io a Palemmo ci devo sempre tornare!

Come sono gli italiani?

Allora, Siciliani in genere sono accoglienti e socievoli, con un particolare senso d’umorismo. Vivono in tempi siciliani (vuol dire che un´ora di ritardo è normalità, ma non mi lamento, è una cosa con cui mi sono abituata con troppa facilità…vedremo se anche gli estoni lo sanno apprezzare la mia nuova abitudine :D), non possono sopravvivere senza il sole che per fortuna c’è quasi sempre. Amano cantare, fischiare, parlare (molto spesso del cibo), mangiare. Anche se sono molto orgogliosi della loro isola, la natura ed il patrimonio culturale, erano sempre stupiti quando dicevo che mi piacerebbe rimanere là, dicendo che loro tutti cercano invece di andare via appena si presenta un’opportunità. Ma alla fine non se ne vanno da nessuna parte, rimangono lì anche loro, sempre stupiti che ci sono anche altri che nemmeno se ne vogliono andare.

Quel’è la maggiore differenza tra italiani ed estoni? Cosa hanno in comune?

Vivere in Sicilia per me da quando ho cominciato parlare l´Italiano, era una sorta di terapia, una libertà di espressione. Gli italiani ti chiedono se stai male se per 10 minuti non hai parlato, ma si può urlare, gesticolare con le mani e tutto il resto del corpo, si balla anche se non sei alla festa, si può parlare con gli sconosciuti- qualsiasi di cosa fai e nessuno ti guarda come una pazza. Tranne se chiedi il parmigiano con la pasta di pesce, certo! Per questo se la prendono male. A volte si possono pure arrabbiare profondamente. Per un’attimo, tra un po passa tutto!  Le tradizioni per gli Italiani sono fortissime. Certe cose si fa in un certo modo. Punto. Mi fa ancora ridere se dico che ho fame (se per caso capita dopo le 14 e prima delle 20) e qualcuno mi risponde: “Ma a QUEST´ORA devi mangiare?!” Comunque, su una cosa sono d’accordo: una volta abituata con il caffè italiano il caffé lungo (chiamato anche l’acqua sporca e con altri nomi) fa schifo, non si può più fare nulla. Ogni volta che sono all’estero bestemmio quando faccio la colazione “continentale” in albergo e mi trovo a bere quest’acqua di polpo.

Quali sono stati i 3 posti dove sei stata che più ti sono piaciuti?

Tutti e 3 posti sono in Sicilia e sono proprio stupendi: Pantalica e Cava Grande, Scala dei Turchi, La riserva dello Zingaro.

Quali sono le tue 3 canzoni italiane preferite?

Qualcosa di Mannarino, per esempio “Statte zitta” e “Le cose perdute”,di Gruff “Mentre ci penso un po”, Gianmaria Testa “Le traiettorie delle mongolfiere” e altre canzoni…  la musica che mi fa sempre ridere e con cui ho dei bei ricordi memorie è quella dei Sud Sound System “Radici ca tieni”, Famiglia del Sud “Va tutto bene”, Capossela “il ballo di San Vito”

I 3 piatti italiani preferiti?

Spaghetti con cozze e vongole, gli involtini di melanzane, caponata, spaghetti ai ricci, la parmigiana di melanzane, gamberi preparati in ogni modo immaginabile, ostriche… etc. Adoro le erbe aromatiche che vengono usate in abbondanza: basilico, menta, alloro, prezzemolo, origano, rosmarino etc. Non potrei più cucinare senza peperoncino e con del buon olio d´oliva!

Cosa ti mancava dell’Estonia?

I prodotti di latte fermentato come kohupiim, hapukoor… Poi pane nero, la neve, gli amici e la famiglia!

Hai in programma di tornare a vivere in Estonia?

Sono appena arrivata in Estonia dopo quasi 2 anni in Sicilia e non so ancora, come o quando, ma ci tornerò!

Grazie Tiiu,

a presto!

 

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