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Estoniani – Davide Abbatescianni

Con Estoniani gli italiani in Estonia si presentano, è il turno di Davide regista pugliesi e di Bari come il co-founder Angelo Palmeri…

Nome – Cognome – età – provenienza

DAVIDE ABBATESCIANNI, 23 anni, Bari (BA)

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Raccontami più o meno brevemente la tua prima volta in Estonia…

Sono arrivato per la prima volta qui a dicembre del 2013. Uno dei miei migliori amici, anche lui pugliese, si era trasferito da poco per frequentare una scuola di cinema internazionale. Mi ero appena laureato e stavo cercando una nuova meta in cui proseguire i miei studi. L’Estonia era un luogo di cui non conoscevo molto, ma mi aveva sempre incuriosito, in particolare come punto d’incontro tra le culture baltica, finnica, nordica e russa. Ho soggiornato qui per poco più di una settimana e Tallinn mi ha letteralmente incantato. Modernità, ordine, tradizione sembrano svilupparsi con misura e prospettiva. Inoltre, avevo appena trovato la scuola di cinema ideale, la Baltic Film and Media School!

Raccontami brevemente chi sei e cosa fai in Estonia, dove e perché…

Al momento studio regia cinematografica presso la Baltic Film and Media School, una scuola di cinema internazionale facente parte dell’Università di Tallinn. In particolare, sto frequentando un master of arts per specializzarmi nei generi del documentario. Prima di trasferirmi in Estonia, ho studiato regia teatrale in Puglia per 3 anni presso l’Accademia Teatrale ITACA e mi sono laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ con una tesi in semiologia del cinema. Ho lavorato quasi sempre, alternandomi nei ruoli di attore, regista e aiuto regista per il teatro e l’audiovisivo, nonché ho insegnato teatro in una scuola elementare pubblica di Corato (BA) per qualche mese. Qui in Estonia ho trovato anche un ottimo lavoro part-time, a circa due mesi dal mio arrivo. Collaboro con una società di ricerca statunitense, occupandomi di ricerca qualitativa nell’ambito degli studi sui media e delle scienze sociali.

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Puoi dirci qualcosa di più sulla tua esperienza presso questa scuola di cinema?

La BFM – Baltic Film and Media School è una delle poche scuole di cinema del Nord Europa a fornire una didattica quasi esclusivamente in inglese. Gli studenti e gli insegnanti provengono da tutto il mondo e in totale siamo in circa 400. Le lauree si articolano nei settori del cinema, dei media e della produzione cross-mediale. A quanto pare l’anno prossimo ci sarà anche un master in produzione videoludica. Le rette, confrontate con le altre scuole europee e americane, sono molto basse e l’università offre sgravi e borse di studio. I piani di studio sono ampiamente personalizzabili e in generale il sistema educativo è ispirato a quello finlandese, che definirei un ottimo punto di riferimento. La scuola organizza festival cinematografici e aiuta gli studenti a realizzare i propri film, mettendo a disposizione le attrezzature, gli spazi, favorendo il lavoro di squadra e allocando piccoli budget da rendicontare. Inoltre, essa appartiene al CILECT e a Cineuropa, due network di scuole cinematografici internazionali: ciò comporta la presenza di scambi di studenti ed insegnanti, nonché la realizzazione di progetti comuni e l’accreditamento internazionale degli studi. Gran bella cosa. E, per finire, più studi e t’impegni, più cercano di aiutarti, nei limiti del possibile. Un ottimo posto per crescere ed imparare, davvero.

Quali sono i posti più belli del paese baltico dove sei stato?

Tartu mi è piaciuta tantissimo. Sembra un posto davvero rilassante e vorrei trascorrerci qualche pomeriggio di primavera. Piccola, ma non troppo, direi. Ho passato anche qualche giorno in una baita a Jäneda, nei pressi di un parco nazionale situato ad est. Inutile dire che qui la natura offre molto e i paesaggi sono meravigliosi. Per finire, ovviamente adoro Tallinn.

Quali sono i tuoi 3 piatti estoni preferiti?

Le zuppe (tutte, tranne quelle col fegato – un’esperienza che definirei raccapricciante);la carne di cervo, il pane (di tutti i tipi: bianco, nero, all’aglio); le torte e più in generale i dolci; il glogg; i pelmeenid (tortellini probabilmente russi); il kohuke (uno snack di cioccolato e ricotta)… Sì, lo so, sono più di tre…

Cosa pensi degli Estoni?

In generale apprezzo il loro senso civico, l’onestà (mi hanno rincorso più volte, anche sotto la pioggia, per restituirmi cose che avevo distrattamente smarrito), la pacatezza e l’indole generalmente molto mite. Lavorano molto e parlano poco, peraltro. Indubbiamente ci vuole molto più tempo per socializzare con loro in maniera profonda ma mi sembrano tendenzialmente molto schietti. Ciò che non mi piace è l’onnipresenza dell’alcol, ma ciò non è esclusivamente una caratteristica degli Estoni. Se bevono troppo si trasformano, diventando amiconi e caciaroni. Non nascondo che questa trasformazione il più delle volte mi inquieta.

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Cosa pensano gli estoni di te?

Tutto gli Estoni? Dovrei chiedere ad ognuno, ma non sono poi così tanti alla fine! Scherzi a parte, non ne ho idea. In realtà, finché non apro bocca mi percepiscono come uno di loro, rivolgendosi sempre in estone e in russo. Sarà per via dei miei colori ‘nordici’… Dirò: qui essendo biondo sento di potermi mescolare agevolmente alla massa, in Italia, invece, ho la percezione di essere sempre sott’occhio, dato che la maggior parte della popolazione ha i capelli e gli occhi scuri. E’ un pensiero un po’ stupido, ma mi andava di condividerlo…

Com’è cambiato il tuo rapporto con la vodka da quando sei in terra estone?

Tantissimo! No, per niente… Non bevevo alcol e continuo a non bere, nonostante i 1456 ‘Non puoi non bere!’ che mi hanno detto in italiano, inglese, estone, russo e dialetto napoletano.

Dimmi tre locali estoni dove ti piace andare, consiglieresti…

Il Nimeta nella Old Town, quando è vuoto. Non so perché ma mi rilassa. Inoltre, lì trasmettono tutti gli eventi sportivi del globo terraqueo.

Un locale senza nome accanto all’Old Hansa, che serve zuppa di cervo a 2 euro in un’atmosfera a metà strada tra Il Signore degli Anelli e una trattoria del centro Italia.

Il Saint Patrick, pub irlandese in centro. Economico e il cibo è ottimo. In realtà ce n’è più d’uno ma credo siano dello stesso proprietario e servono gli stessi piatti.

Ah, e se cercate una buona pizza italiana… Consiglierei la Pizzeria Pulcinella, nei pressi dell’ambasciata italiana. Il personale è simpatico e il cuoco è campano.

Temperatura minima con cui ti sei trovato per strada? Racconta come ti sei sentito…

Abbiamo avuto circa  -20°C a dicembre e mi stavo dirigendo come ogni mattina verso la scuola di cinema. Non era certamente piacevole, ma tutto sommato sopportabile. Sapevo di trovare il freddo e l’ho trovato. Ho immaginato costantemente di trasferirmi in Antartide prima di arrivare a Tallinn e così, sto sorprendentemente scoprendo che qui fa caldino! Dipende tutto dalla tua testa, in fin dei conti. Ci si può coprire adeguatamente. Le ore di luce? Direi che sono poco meno di quelle che ha Bari in inverno, credo 2 in meno. La luce sembra più fioca, è vero. Se però hai qualcosa da fare e ti tieni sempre impegnato, difficilmente avrai tempo di accorgerti del freddo e del buio – e soprattutto di lamentartene, aggiungerei. Dipende tutto dalla nostra testa, secondo me.

Cosa ti manca dell’Italia?

Onestamente? Ora come ora, molto poco, a parte tutte le persone più care. Artisticamente e professionalmente parlando questo è un ambiente molto stimolante. La scuola di cinema si sta rivelando sempre di più una scelta vincente. In generale, ho buone prospettive per quel che riguarda il futuro. Ho appena completato il mio primo documentario, Elements of Rehearsal in the Bleak Midwinter, e tra circa un mese inizierà a circolare nei festival cinematografici europei. Sto lavorando su molti progetti, tra i quali c’è il cortometraggio di laurea del mio amico Domenico. Vi terrò aggiornati, comunque.   

Qualche aneddoto se ne hai…

Ne avrei molti da raccontare… Di solito ogni due settimane pubblico su Facebook una nota intitolata “Delle robe che ho capito sull’Estonia dopo circa…” che descrive una lista di accadimenti e scoperte sull’Estonia, più o meno veri, giocando anche su pregiudizi e stereotipi di italiani, russi, estoni e stranieri in generale. D’altro canto, l’università ospita molti studenti internazionali con cui sono in continuo contatto. Tuttavia, una cosa curiosa che mi è capitata poco tempo fa potrei raccontarvela… Qualche giorno fa ho visto nei dintorni di casa mia, a Kesklinn, due persone, una vecchietta ed un ragazzo obeso, camminare perfettamente a passo di marcia da soli. Erano le 22 passate e indossavano entrambi una fascia bianca sul braccio destro. Non ho dormito due notti cercando di capire cosa stessero facendo. Sembrava di essere in un film di Fellini, davvero… Ecco, come dicevo prima, questo posto è fonte di tantissima ispirazione…

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Grazie Davide, a presto!

 

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