Crea sito

Estoniani – Delia Fasano

Con Estoniani gli italiani in Estonia si presentano, tocca a Delia che ha vissuto sei mesi in Estonia!

1. Nome, cognome, età, provenienza

Delia Fasano, 22 anni, Cava de’ Tirreni (SA)

unnamed (2)

2.  Raccontaci più o meno brevemente la tua prima volta in Estonia

La mia prima volta in Estonia? Agosto 2013, io e mio padre Lucio in viaggio per un giorno partendo da Salerno alle ore 6 del mattino con il fine di raggiungere la nostra meta: Tartu, la seconda città dell’Estonia per popolazione. Un viaggio della speranza si potrebbe dire tra treni, aereo e autobus vari. L’inizio di un’esperienza unica presso una delle migliori università europee, quella appunto di Tartu, una città a molti ignota che però per me è diventata una seconda casa.

3. Raccontami brevemente chi sei e cosa hai fatto in Estonia

Attualmente studio traduzione specialistica all’Università degli Studi di Napoli l’Orientale. Il 27 Novembre 2014 mi sono laureata in lingue e culture straniere all’Università degli Studi di Salerno, ed è stata quest’ultima a permettermi di fare un’esperienza bellissima quale l’Erasmus a Tartu.

Sono arrivata a Tartu il 26 Agosto 2013 e sono ritornata in Italia il 16 Febbraio 2014. Studiando inglese e russo era una delle mie priorità avvicinarmi ai paesi dell’est, alla grande Russia. Da qui la decisione di partire dopo aver vinto la borsa di studio con il progetto Erasmus. Quando infatti una delle mie professoresse di russo ci parlò un giorno a lezione di questa opportunità, ricordo che tornata a casa andai subito a cercare il bando per inoltrare la mia domanda di partecipazione. Potete immaginare la reazione dei miei genitori, dei miei amici e del mio fidanzato: ma dove vai? Dov’è questo posto? Fa tanto freddo lì, è un paese di cui sappiamo pochissimo, pensaci bene!!! Ma io in realtà non avevo bisogno di pensarci molto. Da mesi sentivo il bisogno di capirne di più di quella cultura a cui mi approcciavo giorno dopo giorno con i miei studi, di provare ad entrare in contatto con un popolo che tutti definivano completamente opposto a quello occidentale, ma dopo la mia esperienza posso dire che è così solo in parte.

Ho studiato presso l’Università di Tartu per sei mesi seguendo sette corsi e dando infine sette esami, alcuni di lingua e altri di letteratura. Ho conosciuto tanti altri studenti Erasmus, studenti estoni e anche studenti russi. Ho avuto finalmente un primo approccio con questo popolo di cui studio usi, costumi e lingua da qualche anno, e già questo è stato importante per me. Mi sono trovata in un sistema universitario organizzato in maniera completamente diversa ma anche molto stimolante, che fa conciliare sapere e cultura. I professori poi sono stati gentilissimi, aperti a instaurare un rapporto che andava oltre lo statico insegnamento di nozioni o di regole grammaticali. Ho conosciuto persone con la passione per ciò che trasmettono, aperte al dialogo e promotrici di un’interattività che raramente ho trovato in Italia.

3. Quali sono i posti più belli del paese baltico dove sei stata?

unnamed (1)

Sono stata certamente a Tallinn più volte ed è una città bellissima che ho trovato molto simile ad alcune nostre città italiane. Una città di stile medievale in cui è molto piacevole passeggiare assaporando una bella atmosfera antica. Sì, perché Tallinn è per me una città tra l’antico e il moderno, tra il sovietico e l’europeo, discorso che vale per l’Estonia tutta. La stessa Tartu, città dove ho vissuto, è piccola ma molto accogliente, una cittadina fatta appositamente per noi studenti, una città piena di verde che offre varie opportunità, dal cinema al teatro, dalla possibilità di trascorrere un po’ di tempo in bar particolari come il Werner (ancora sogno i suoi dolci) a quella di entrare in cioccolaterie come il Kalev e rilassarsi dopo un intenso corso universitario.

4. Quali sono i tuoi tre piatti estoni preferiti

Ok lo ammetto, prima di partire ero molto prevenuta sulla cucina estone. Stando via di casa ho apprezzato ancora di più la cucina italiana! I miei genitori, molto preoccupati, provvedevano a inviarmi pacchi pieni di cibo dall’Italia una, due volte al mese. Se dovessi proprio scegliere tre piatti estoni direi zuppe di crauti, patate bollite con carne e… permettetemi di citare come terzo e ultimo piatto una specialità russa che ho assaggiato sia a Tallinn che a Mosca, i blini! Il tutto accompagnato da una buona Saku e, per finire, dal Vana Tallinn, un ottimo liquore estone.

5. Cosa pensi degli estoni?

Prima di partire cercavo di immaginarmi gli estoni. Come tutti i nordici vengono etichettati come freddi, chiusi, un po’ asociali. Stando a contatto con loro per sei mesi ho avuto modo di ricredermi. Come tutti i popoli, ci sono persone che vogliono starsene per conto proprio (e non stentano a farlo capire) e persone molto aperte che ti vengono anche incontro quando non sai dove puoi trovare quello che ti serve.Ci sono adulti che credono ancora di essere sotto l’URSS e ci sono giovani più disponibili e “aperti” sia al nuovo che all’incontro con gli altri.

6. Cosa pensano gli estoni di te?

Mmmm questo bisognerebbe chiederlo alle cassiere del supermercato vicino al mio dormitorio dove andavo a fare la spesa tutti i giorni! Cercavo di parlarci in russo buttando qua e là qualche parola estone, ma o mi prendevano in giro oppure non mi calcolavano minimamente prese dalla loro professionalità e serietà. Da questo deduco che almeno mi reputavano coraggiosa! Per quanto riguarda invece i professori estoni, altro che freddi! Spesso mi fermavo per strada a conversarci per qualche minuto, oppure comunicavamo via email in un modo molto informale. Ciò mi fa pensare che avessero solo pensieri positivi su di me, o almeno spero!

7. Com’è cambiato il tuo rapporto con la vodka da quando sei stata in terra estone?

Di Vodka ne ho bevuta pochissima! Forse perché traumatizzata dall’odore che sentivo ogni volta che prendevo un autobus o comunque un mezzo pubblico…

8. Dimmi tre locali estoni dove ti piace andare e che consiglieresti?

A Tartu uno dei miei locali preferiti è il Genialistide Klubi! Organizzano molti eventi interessanti soprattutto musicali e hanno un’ampia gamma di birre. Il secondo locale estone che consiglierei agli studenti è il Kohvik, adiacente alla sede principale dell’Università di Tartu! Ottimi prezzi e buon menù. Il terzo è un posto che si trova nei pressi della Raekoja Platz di Tallinn dove fanno buonissime blini, il nome al momento mi sfugge, vabandust! (Che significa SCUSATE, l’estone è difficilissimo!).

unnamed

9. Temperatura minima con cui ti sei trovata per strada? Racconta come ti sei sentito?

Quando sono arrivata in Estonia era Agosto, e faceva “caldo”: massime che toccavano i 15°, insomma si stava benone! Poi è arrivato il vero freddo verso Novembre/Dicembre. Quando sono stata in Russia (viaggio organizzato dall’Università di Tartu) ho avuto a che fare con -10°. A Tartu invece siamo arrivati anche a -20°, e allora mi sono ritrovata costretta a usare tutte le attrezzature acquistate in Italia come calze termiche e cappelli e guanti super caldi! Diciamo che tutto sommato il freddo l’ho sopportato decentemente.

10. Qualche aneddoto, se ne hai?

Ne avrei tantissimi da raccontare. Uno riguarda una domenica di Dicembre prima di ritornare in Italia per trascorrere il Natale in famiglia. Esci di casa e ritrovi il corso principale di Tartu e Raekoja Plats piena di mercatini natalizi (vai con lo shopping estone!) e di gente che danzava con vestiti e musiche popolari, come se fossi a una delle nostre sagre di paese. Lì mi sono sentita proprio a casa.

Un altro aneddoto curioso riguarda l’incontro che ho avuto il piacere di fare con una ragazza estone disabile che stava imparando l’italiano. Un vero e proprio scambio culturale. Lei si chiama Maria, magari leggerà anche lei quest’intervista! Ciao Maria, spero che ci rivedremo un giorno J
Un altro aneddoto che voglio citare è l’incontro con Martin Schulz all’università! Ricordo quel convegno con tantissimo piacere, ricordo come fu bravo a coinvolgerci nel suo discorso e quanto voleva interagire con noi studenti. Una gran bella persona.

L’ultimo aneddoto riguarda un tipico pomeriggio invernale caratterizzato da corsi di russo e…teatro. Dopo l’ultimo corso della giornata, passeggiando per la città con altri due studenti italiani troviamo un musical in russo al principale teatro della città, il Vanemuine! Non avevo mai assistito a una cosa del genere. Sono cose come queste che hanno reso indimenticabile la mia esperienza in Estonia, e infatti ho intenzione di partecipare ancora una volta al progetto Erasmus+. 

20131101_132233

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close